Angye Gaona


CON UN GUSTO INTERIORE

La poesia che segue è di Angye Gaona, tratta dal libro Nascita volatile, curato da Andrea Garbin e pubblicato da Thauma Edizioni, Pesaro 2012.

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Angye Gaona

  

Cañón adentro

Sigo el camino del esternón,
busco el origen de la sed,
voy al fondo de un cañón de paredes plateadas,
sólidas merced al tiempo,
movedizas cuando el aluvión,
cuando la infancia, era glacial.

Colecto las raicillas del pensamiento.
Las cargo a mi espalda erosionada
junto al agreste olvido que cae de mí.

Se asoman,
desde pequeñas cuevas,
los indicios del dolor;
veloces burlan las miradas
y vuelven a ocultarse en la piel del cañón.

Inscritas en las paredes,
las coordenadas indescifrables
del rayo prehistórico
que formó mi faz.
Tiempo de la hondura,
tiempo sin sílaba,
cuando soy sólo un sonido
en tránsito a la fatiga.

Busco un manantial
que bañe la pregunta adherida a mi historia.
Busco la vida recién nacida
y hallo la sed.

Sigo la senda del esternón.

 

 

Canyon interiore

Seguo il cammino dello sterno,
cerco l’origine della sete,
vado verso il fondo di un canyon dalle pareti argentate
solide grazie al tempo,
mobili quando l’alluvione,
durante l’infanzia, era glaciale.

Raccolgo le piccole radici del pensiero.
Le accollo alla mia schiena escoriata
insieme al rozzo oblio da me cadente.

Si affacciano
da piccole grotte,
gli indizi del dolore;
veloci eludono gli sguardi
e tornano a occultarsi nella pelle del canyon.

Inscritte nelle pareti,
le coordinate indecifrabili
del raggio preistorico
che formò il mio volto.
Tempo della profondità,
tempo senza sillaba,
quando sono soltanto un suono
in transito verso l’affanno.

Cerco una sorgente

dove immergere la domanda legata alla mia storia.

Cerco la vita neonata
e scovo la sete.

Seguo il sentiero dello sterno.

 

Angye Marcela Gaona è nata a Bucaramanga, nel 1980. Nonostante la sua giovane età, come poeta colombiana è già molto attiva sia negli ambienti culturali che in quelli dell’impegno civile, sociale e politico del suo paese. Per cinque anni è stata membro del comitato organizzatore del Festival Internazionale di Poesia di Medellin. Nel 2001 ha organizzato la prima Esposizione di Poesia Sperimentale. Coltiva anche la passione per la scultura e per il giornalismo radiofonico. Nella sua città svolge un’intensa attività di promozione del valore della poesia. Sue poesie sono state inserite in numerose pubblicazioni cartacee ed elettroniche, tra cui un’antologia di nuove voci della poesia colombiana, pubblicata dall’Università di Monterrey (Messico).

Nascimiento Volàtil, edito nel 2009, è il suo primo volume di poesia, uscito in Colombia con le illustrazioni di Natalia Rendón, nell’anno in cui ha partecipato all’Incontro Internazionale di Surrealismo contemporaneo intitolato La Soglia Segreta, svoltosi a Santiago del Cile; evento definito come la più importante esibizione mai realizzata dal movimento surrealista in Sudamerica.

Nel 2010 ha composto il poema sperimantale Los Hijos del viento (I figli del vento),parzialmente tradotto in catalano, francese e portoghese. È disponibile online al seguente indirizzo www.wix.com/viento/viento.

La storia di Angye, madre di una bambina di sei anni, appartiene a quella delle tante donne che decidono di non accettare la violenza, le ingiustizie sociali, e quelle forme di democrazia che servono solo a mascherare una corruzione dilagante. Angye denuncia tutto questo, nel paese dei narcos, battendosi per una nuova riforma universitaria e sostenendo, con la sua poesia e con le sue azioni e proteste, migliaia di prigionieri politici. Viene arrestata sul confine con il Venezuela, dove si era recata per presentare I figli del vento, con l’accusa di narcotraffico. Dall’inizio di gennaio fino al 20 maggio del 2011 diventa lei stessa uno degli oltre 7.500 (secondo alcune fonti) tra uomini e donne detenuti nelle carceri della Colombia di Juan Manuel Santos Calderón.

Mentre vince il Festival Metropolitano delle Arti “Mire”, viene rilasciata per assenza di prove, ma i capi di accusa non cadono, inizia così per lei la libertà vigilata in attesa di giudizio. La giustizia colombiana è lenta e sembra fare tutto il possibile per mortificare gli accusati. Il 23 gennaio 2012 inizia infatti il processo, che viene però fissato a Cartagena, a 800km da Bucaramanga, città in cui vivono la sua famiglia e tutti gli amici. L’accusa che viene fatta ad Angye, e ad altri tre amici arrestati insieme a lei, è quella di concorso aggravato in associazione a delinquere finalizzato al narcotraffico e alla rivolta, e il rischio che corre è quello di dover passare i prossimi venti anni in un carcere. Recentemente il suo avvocato ha denunciato il taglio dei testimoni imposto dal Tribunale di Cartagena. Con l’inizio del processo sono partite alcune campagne di protesta e mobilitazioni cui hanno aderito numerosi artisti, negli Stati Uniti, in Francia e ora in Italia.

Nel 2012 è stata invitata a partecipare all’Esposizione Internazionale Surrealismo 2012, in Pennsylvania (USA), ma la sua situazione giudiziaria fa sì che se dovesse lasciare la Colombia, secondo la legge di alcuni paesi (tra cui gli Stati Uniti e l’Europa) potrebbe scattare un mandato di cattura internazionale.

Nel marzo 2012 la rivista francese La voix de autres le ha dedicato un intero dossier in più lingue. In seguito è stata selezionata per il secondo volume della Revolutionary Poets Brigade, curato da Jack Hirschman e Agneta Falk, di prossima pubblicazione.

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