“NOMINA OMINA”, ovvero il senso del… ridicolo


di GIANCARLO MALACARNE -

E’ noto come il piacere e la vertigine del collezionismo non conoscano limiti in ordine all’oggetto delle raccolte, né canoni rigorosi che ne codifichino strettamente la realizzazione imprigionandone i contenuti. Tutto infatti è lasciato all’inventiva, alla fantasia spesso sfrenata del cultore di una ben definita materia, il quale s’arrovella ed arrabatta alla costituzione di un unicum cui dedica ogni sforzo, risorse, attenzioni ed emozioni.

Non mi perderò qui nella narrazione o elencazione delle più strane raccolte  - anni fa conobbi un tizio che collezionava pompe da bicicletta (ne aveva duemila) – che richiederebbe molto spazio e tempo e non consentirebbe un’indagine specifica ed esaustiva, ma darò invece conto di una esilarante e singolarissima raccolta, che mi ha negli anni progressivamente stupito e catturato per la dirompente e inusuale carica di comicità espressa. Si tratta di un abbinamento – ma forse sarebbe più giusto dire simbiosi – attuato e testimoniato in ambito nazionale, di cognomi e nomi che, composti e letti gli uni di seguito agli altri, forniscono un risultato per alcuni versi sbalorditivo, una sorta di linguaggio che si presenta all’analisi con un carico di vitalità che origina dalla assoluta genuinità della proposta, estrapolata da un contesto che non è discutibile in quanto costituito da elenchi nominativi.

La “ricerca” vera e propria, ossia il rincorrere attraverso la consultazione di archivi amministrativi di rilevanza oggettiva nomi a dir poco rocamboleschi, è effettuata con mero intento ludico, un divertissement finalizzato alla individuazione di un coacervo pseudo-letterario di natura antropologica da mozzare, tanto crediamo, il fiato in gola. Insomma quello che possiamo definire il senso del …. ridicolo.

Ognuno di noi almeno una volta nella vita si sarà imbattuto in nomi e cognomi strani, soprattutto per quanto attiene l’abbinamento nome/cognome, che avranno indotto a riflettere un istante sulla casualità di un connubio e senso preciso che da essi sgorga con fluidità e semplicità e tuttavia con formidabile impatto.

Avrà così avuto a che fare con LAMPA DINA,  CONTA DINA, COMO DINO, CO DINO, GELSO MINO, che paiono degni di attenzione ma in verità non sono nulla di eccezionale, al di là della casualità propositiva che pur induce al sorriso. Ma se a chiamarsi DINO e uno che di cognome fa SAURO, beh, la cosa diviene ben più divertente. Allo stesso modo è abbastanza normale imbattersi in nomi/cognomi come TIMO ROSA, RUMO ROSA, ROSA MUNDA, RIGO ROSA,  ma se al nome ROSA si accosta il cognome FOGLIO, o BALLETTI o MAGLIA o PAU o, udite udite, CULETTO, si converrà che la musica cambia. Eccome!

Un abbinamento assai diffuso sul territorio nazionale è quello legato al nome LINO (o LINA) da cui: PENSI LINA, PRA LINA, CACCO LINA, PEZZO LINA, ai quali si aggiungono i ben più suggestivi BAU LINO, e PESCIO LINO. Tuttavia, pur godendo di una simile proposta, se prima di questo nome vengono accostati cognomi quali BARATTO, TROTTO, PICCO, ecc., il risultato è diverso.

Con qualche affanno fornisco cenno di abbinamenti invero affascinanti quali ARMA BIANCA, TASSI NARA, PE SANTINA, SCOPA TINA, LORIS CATTO, SCIOCCO MASSIMO, PRIMO VIOLINO, DESIDERIO INDUSTRIOSO, AMORE LIBERO, MARCO NISTA, per passare ad una elencazione mitica, quella per argomenti, nella quale la fantasia più sfrenata è senza dubbio obnubilata dalla cruda realtà.

In ambito storico-politico si potrebbe parlare di quel CONSOLE ROMANO impegnato in combattimenti contro i SARA CENI in una GUERRA SANTA (o BATTAGLIA GENTILE), felicemente coniugato con una RICCADONNA ROMANA di COSCIA ROSA, che incontrando l’imperatore alzava la mano destra esclamando: <<AVE CESARE>>. E dicendo di grossi personaggi si potrebbero citare CARLO MAGNO ed ALESSANDRO MAGNO, anche se quest’ultimo non aveva nulla a che fare con l’IMPERO ROMANO. Proseguendo potremmo dibattere di un’attualissima VERITA’ NERA che sta lentamente emergendo in un’ITALIA LIBERA economicamente dominata da FRANCO FORTE e dalla CASA BIANCA, nella quale un SENATORE DICI, PALA DINO di ogni libertà, il PRIMO MAGGIO scorso ha avuto CARTA BIANCA dalla componente DEMO CRISTIANA, ed ora, armato di SANTA PAZIENZA, si erge a SALVATORE DELLA PATRIA per aver evitato una seconda PORTA PIA,  anche per merito della REGIA CORTE ITALIA, della MARINA FRANCESE accorsa in aiuto, e soprattutto di una FORTUNATA FORTUNA.

In ambito strettamente religioso, ossia relativo alla CHIESA CRISTIANA si potrebbe scrivere un intero romanzo. Una BELLA DOMENICA, non ricordo se la DOMENICA DI PASQUA o quella PRIMA DELLA PASQUA, l’ANGELO DELLA MORTE fece visita nella CASA SANTA ad un conoscente che – GESU’ MARIA – fortunatamente per lui, ebbe modo, PRIMA DELLA MORTE, cioè già dal SABATO SANTO, di recitare qualche AVE MARIA GRAZIA PLENA, e rimettere l’anima alla VERGINE IMMACOLATA, così da prepararsi, dopo una vita nella quale aveva ONORATO SANTI, ad un TRAPASSO FELICE. Lo accompagnai dunque al CAMPO SANTO dove ascoltai la MESSA PASQUALE concelebrata da un vescovo in MITRA CELESTINA e da un PRETE ROMANO chiamato FRA CARLINO, autentico PRETE FRANCO. Recitai per lui una VERA PRECE e dopo una preghiera allo SPIRITO SANTO lasciai sull’altare della cappella di famiglia dedicata a SANTA RITA, un bellissimo CRISANTEMO ROSA.

Quel POVERO CRISTO era stato in GRAZIA DI DIO  ed abbeveratosi costantemente alla FONTANA SANTA IMMACOLATA della GRAZIA DIVINA. Lo sapevano tutti che armato di SANTA PAZIENZA aveva ONORATO SANTI, la VERGINE MARIA e MARIA DEL ROSARIO. Una DOMENICA SERA sostenne d’aver veduto un ANGELO NEGRO, che poi, più da vicino, s’era rivelato essere l’ARCANGELO GABRIELE venutogli a portare la BONA NOVELLA. Così s’era poi recato nella CAPPELLA CELESTE in TERRA SANTA dove, SANTA MADONNA, fattosi anch’egli un AGNELLO PASQUALE, non aveva più perduto una MESSA PASQUALE e fatto una FELICE PASQUA, FELICE NATALE, FELICE EPIFANIA, FELICE FESTA, FELICE NOTTE, FELICE SERA, e chi più ne ha più ne metta.

Il mondo degli animali poi risulta essere indagato con meticolosità: così LEONE MARINO, LEONE MANSUETO, CAVALLO BIANCO, per molti versi incredibili, trascolorano in eclatanti LEO PARDO, BALENA ROSA, MAGGIO LINO, GERMANO REALE, ORSO BRUNO, MOSCA BIANCA, MERLO FELICE, AMABILE GATTAROSSA, VITTORIA DELLA VOLPE, che ci lasciano senza fiato, per non parlare di “top” assoluti quali CANE FEDELE, STELLA MARINA, GATTA BIANCA e COCCI NELLA, che incedono eleganti con COCO RITA  e CAGNO LINA, accompagnati ai lati da una GALLINA TOSCANA e da una GALLINA BIANCA; ed in testa, naturalmente, una GALLINA REGINA. Eh sì, la GAL LINA non manca mai.

In questa SARA BANDA di nomi parrebbe impossibile chiamarsi SABATO DOMENICA o DOMENICA SERA, oppure SABATO MALINCONICO, e voler sostenere già dal PRIMO DELL’ANNO, ossia dal PRIMO GIORNO, che sarà un ANNO FELICE, oltre che un GIORNO FELICE il PRIMO LUGLIO, eppure è così.

Dalle indagini esperite non si salvano nemmeno i personaggi dei cartoni animati e delle fiabe, tanto amati dai bambini; incontriamo infatti PULCI NELLA, ALA DINO, CLARA BELLA e PANTERA ROSA, che nulla però sono al confronto con gli stratosferici tre PORCELLINI ROSA, GATTO SILVESTRO  e BIANCA NEVE.

La pur frettolosa occhiatina al mondo dell’economia, della finanza e della politica vede in primo piano il FRANCO FRANCESE ed il MARCO TEDESCO, senza però trascurare i MILLE FRANCHI ed il mitico FRANCO BOLLO; per non dire poi di SCHEDA BIANCA, PORTO FRANCO e ZONA FRANCA.

Sfruttatissimi GUIDO LA NAVE, GUIDO LA MATTINA e GUIDO DOMENICA ci introducono nel mondo dei motori, nel quale eccellono i noti GUIDO PIANO e GUIDO BENE, la meno nota VESPA CANDIDA  e le incommensurabili VERA BUGATTI e LANCIA FULVIA di color BIANCO CANDIDO da lanciarsi in  STRADA LIBERA.

Anche nello sport affondano le proprie origini i cognomi.

Ero stato un giorno a vedere la partita MODENA FIORENTINA, una MARA TONA calcistica accolta in apertura da una CALO ROSA ovazione. Il PRIMO TEMPO si era concluso con BOTTINO MODESTO per la squadra ospitata, che annoverava tra i suoi campioni nientedimeno che il famosissimo MARA DONA, ma poi, nel SECONDO TEMPO fu una cosa veramente DOLO ROSA per il Modena, che dovette alzare BANDIERA BIANCA, anche se OTTO FIORENTINI si infortunarono. La VIGO ROSA squadra toscana ottenne, con un goal segnato fuori TEMPO MASSIMO, una BELLA VITTORIA  e la MAGLIA ROSA del campionato.

Sotto il profilo eminentemente geografico non mancano vere e proprie “bombe” quali: MONTE ROSA, COSTANTINO POLI, TRENTO TRIESTE, FIUME GIORDANO, ALBA NESE, COSTA AZZURRA, REGGIO EMILIA, SOMA LIA, BO LIVIA, VENEZIA GIULIA e MAURI TANIA.

In una ricerca che abbia la pretesa di farsi rispettare, non poteva mancare attenzione all’appetitoso universo della gastronomia, al PIA CERE di mangiare una buona COLOMBA PASQUALE, fatta come una volta, con FARINA BIANCA, SALSA ROSA e CREMA BIANCA, accompagnata in tavola da una PAN DORINA e da qualche SALA TINO che, pur nel loro intenso sapore nulla sono al confronto di una tradizionalissima PIZZA MARGHERITA o una PIA DINA. Non sono male nemmeno una PECORA BIANCA allo spiedo o una bella COSTA TINA o COSCIA BIANCA di VERA VACCA accompagnata con CIPOLLA ROSA o BIANCA,  oppure PESCE MARINO, ossia una SOGLIO LINA piena di VITA MINA o un bel POLI PINO, scottati a BAGNO MARIA con buon PANE ROSETTA  e qualche OLIVA NERA. E per finire un bel MELONE ROSA che mi faceva ricordare quando GUSTAVO LA MANNA….. Ma che CENA FELICE!

Vi sono inoltre, in questa raccolta da “avviso di garanzia”, un superlativo CHIAPPA CHIARA; ciclopici TENCA DIVINA e SANTA TROIA; megagalatticI PENE MOZ e CULO FELICE che, specialmente nei nostri territori assumono un ben preciso quanto burlesco significato. Del resto, in un tempo come il nostro – o tempora o mores – non ci sarà troppo da meravigliarsi di un amico PARTITO DARIO (col BIGO LINO) che dopo essersi recato a Casablanca è TORNATO EMANUELA, con sulle labbra un bel ROSSETTO ROSA.

Da ultimo vorrei proporre un raccontino, denso di nomi bizzarri e di abbinamenti di grande comicità:

Eh sì, LUI GINO, PE DANTE come sempre in quanto SETTI MINO, era stato LAPI DARIO: scuotendo la TESTA BIANCA di capelli, mi aveva assicurato che la storia del suo PAPA RINO era NON VERA. FRANCA MENTE non era CA RINO  da parte mia metterlo in dubbio, prestando fede a quella che si era rivelata una VERA BEFFA. Lui, che in verità era un LAZZARONE FELICE, aveva avuto CARTA BIANCA dal padre per acquistare un’ACQUA MARINA posta in astuccio di VERA PELLE da un RICCO FORTUNATO che nella vita era stato GIUDICE MODESTO e che SECONDO LUI, aveva avuto la SCALOGNA REGINA di fare una COCCO LINA e poi sposare una dattilografa DANA ROSA che poi non era stata MAI ASSUNTA dal tribunale, ed aveva finito per farlo BECCO FELICE con un AUSILIA RE, un PALLI DINO che tuttavia le aveva fornito il CONSIGLIO SALVATORE  di buttarlo dal SETTIMO PIANO.

Durante una CAVALCA TINA sopra un CAVALLO DONATO, in compagnia di quella VERA ZOCCOLA che sempre indossava una PANCERA ROSA, li aveva sorpresi una TROMBETTA DARIA presso una FONTANA LIMPIDA, attratti DALL’ACQUA CHIARA. <<ANGELO MIO>> esclamò turbata, <<MORI REMO>>. <<PAZI ENZA>> aveva risposto lui <<MUOIO FELICE se sono con te>>. Le regalò una VERA DORO, una MARGHERITA DI CAMPO e una PRIMULA ROSA, e infine si stese con lei nel prato sopra la sua CAMICIA BIANCA.

Dunque, ribadendo che ogni nome di questa necessariamente parziale raccolta è rigorosamente documentato, posiamo divertiti la penna, frastornati da tanta incredibile ed esilarante sequenza. Mah, c’è da restare ESTER REFATTI.

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